IDEE & SUGGERIMENTI

Consigli e suggerimenti da parte dello Studio Garuglieri per tutti coloro che vogliono sfruttare al meglio il proprio immobile

Impianti Eolici

23 Gennaio 2013

Nel mondo l’80% dell’energia utilizzata viene prodotta bruciando combustibili fossili, tra cui petrolio, carbone, metano.
Gli impianti che sfruttano combustibili fossili generano gas inquinanti che danneggiano l’ambiente.
Negli ultimi anni per salvaguardare l’ambiente e per compensare la crescente domanda di energia, gli Stati di tutto il mondo si sono impegnati a perseguire un modello di sviluppo sostenibile, tra cui lo sfruttamento dell’energia cinetica prodotta dal vento.
Il bisogno di trovare fonti di energia alternative si diffuse in seguito alla crisi economica del 1973, quando i Paesi Arabi aumentarono il prezzo del petrolio che causò, tra le altre cose, l’aumento del prezzo dell’energia elettrica, di conseguenza aumentò tra gli Stati la consapevolezza dell’esauribilità dei combustibili fossili e quindi la necessità dei ricercare risorse alternative e rinnovabili.
A titolo di esempio, un impianto eolico onshore costituito da 30 aerogeneratori da 300 kW l’uno in una zona dove il vento soffia ad una velocità di circa 25 km/h può produrre 20milioni di kWh all’anno, ovvero il fabbisogno di circa 7000 famiglia.
Una centrale di carbone per raggiungere il medesimo risultato libererebbe nell’aria 22mila tonnellate di anidride carbonica, 125 tonnellate di anidride solforosa e 43 tonnellate di ossido di azoto.

Origini Impianti Eolici
Il primo utilizzo dell’energia eolica avvenne nella preistoria attraverso l’utilizzo nelle vele delle barche e delle navi della propulsione navale.
I primi mulini a vento apparvero in Persia e in Mesopotamia intorno al II-III millennio a.C., in cui l’energia eolica veniva utilizzata per il trasporto dell’acqua oppure per muovere macine e triturare cereali.
In Olanda l’energia eolica era sfruttata per pompare l’acqua dei polder (parti di terra sotto il livello del mare). Questi mulini erano formati da telai di legno su cui era fissata la tela che in questo modo formava delle vele spinte in rotazione dal vento.
Recentemente l’energia eolica viene sfruttata per mezzo di giranti per essere trasformata in energia elettrica.

Caratteristiche Impianti Eolici
Esistono due tipi di impianti eolici: impianti onshore che sono parchi eolici posti sulla terra ferma e impianti offshore che sono impianti installati ad alcune miglia dalla costa di mari o laghi, per utilizzare al meglio la forte esposizione alle correnti di queste zone.
Esistono anche impianti eolici off grid, in altre parole impianti eolici indipendenti, utilizzati nella produzione di energia elettrica per l’autoconsumo. Essi non sono collegati alla rete elettrica nazionale, in quanto sono progettati per soddisfare completamente il fabbisogno di energia individuale. Questi impianti sono ideali soprattutto per chi vive in baite di montagna o in regioni particolarmente ventose. Coloro che installano impianti eolici off grid sono libere dai costi delle bollette di energia.
La distanza tra gli aerogeneratori viene calcolata per evitare interferenze reciproche, essi devono essere situati ad almeno 5 o 10 volte il diametro delle pale. Per determinare dove installare un impianto eolico, bisogna conoscere:
La conformazione del terreno, che influenza la velocità del vento e deve appartenere ad una bassa classe di rugosità e presentare una pendenza compresa tra i 6 e i 16 gradi;
La direzione e la velocità del vento. La direzione può essere classificata in base alla provenienza geografica oppure alla “Rosa dei venti”. La forza può essere indicata o con la misura della sua velocità (nodi) o attraverso la scala proposta da Beufort.

I moderni mulini a vento vengono chiamati aerogeneratori. Il movimento di rotazione delle pale prodotto dal vento viene trasmesso ad un generatore che produce elettricità.
Vi sono modelli di aerogeneratori diversi per forma e dimensione, i più utilizzati sono aerogeneratori di taglia media: 50 metri di altezza, con due o tre pale di 20 metri, è in grado di erogare una potenza di 500/600 kW e soddisfa il bisogno di energia elettrica di 500 famiglia circa.

L’aerogeneratore è composto da:
Il rotore, costituito da un mozzo su cui sono fissate le pale (spesso in fibra di vetro) che possono ruotare a una velocità superiore ai 200 km/h;
Il sistema trainante. L’aerogeneratore è provvisto di un sistema di frenaggio aerodinamico che è usato come freno di emergenza per arrestare il rotore in caso di sovravelocità del vento e un sistema di frenaggio meccanico, utilizzato per completare l’arresto del rotore e come freno di stazionamento;
La torre e le fondamenta. La torre è costruita in legno in cemento armato, in acciaio o in fibre sintetiche a forma tubolare e il suo compito è sostenere la navicella e il rotore. Le fondamenta, attraverso cui la torre è ancorata al terreno, sono di solito in cemento armato;
Il moltiplicatore di giri. Il suo scopo è quello di trasformare la lenta rotazione delle pale in una più veloce affinché il generatore di elettricità funzioni;
Il generatore. Esso trasforma l’energia meccanica in energia elettrica;
Il sistema di controllo. Esso ha due funzioni: gestire l’aerogeneratore nelle sue diverse funzioni di lavoro e azionare il dispositivo di sicurezza che, in caso di mal funzionamento e di sovraccarico per un eccesso di velocità del vento, blocca il funzionamento dell’aerogeneratore;
La navicella e il sistema di imbardata. La navicella è una cabina in cui sono collocati tutti i componenti dell’aerogeneratore, essa è disposta sulla cima della torre ed è in grado di girare di 180° sul proprio asse. Il sistema di imbardata è un servomeccanismo che garantisce un allineamento continuo tra l’asse del rotore e la direzione del vento. In caso di scostamento dell’asse della direzione del vento, la banderuola aziona un motore che riallinea la navicella.

Energia Eolica In Italia e nel Mondo
Alla fine del 2011, la capacità di generazione mondiale degli aerogeneratori era di 237 gigawatt; la produzione potenziale complessiva, valutata circa 500 terawattora è pari a circa il 3% dell’elettricità consumata nel mondo.
Il primo posto al mondo per potenza installata è della Cina con 62 gigawatt di potenza installata, seguono gli Stati Uniti d’America (47) e la Germania (29). In Italia le prime macchine eoliche sono state installate nel 1990, ma solo dal 1996 si è avuto un rilevante numero di impianti collegati alla rete di distribuzione elettrica. Il contributo delle fonti rinnovabili in Italia è del 7,4%.
Le regioni più interessate sono quelle del sud in particolare Campania, Puglia, Molise, Sicilia e Sardegna.

Vantaggi
I vantaggi delle fonti rinnovabili di energia, in particolare di quella eolica sono:
L'utilizzo di una fonte di energia, il vento, rinnovabile, sostenibile, inesauribile e a basso impatto ambientale;
Non viene prodotto il gas terra CO2 , se non in quantità minime per la costruzione dell’impianto;
Le dimensioni dei parchi eolici sono adatte a soddisfare il fabbisogno di piccole città o province poco popolate, poiché facilmente scalabili nella potenza;
I costi della manutenzione e dello smantellamento sono molto bassi poiché molti componenti sono riciclabili e riutilizzabili.
Vi sono margini di miglioramento nei costi, nella trasformazione della corrente meccanica in elettrica e nell’immagazzinamento della corrente mediante l’utilizzo di batterie.

Svantaggi
Vi sono alcuni effetti indesiderati degli impianti:

L’occupazione del territorio. Gli aerogeneratori e le opere a supporto occupano solamente il 2-3% del territorio necessario per la costruzione dell’impianto (la parte restante del territorio può essere impiegata per l’agricoltura e la pastorizia).
Impatto visivo. Gli aerogeneratori per la loro configurazione sono visibili e in alcuni casi deturpano il paesaggio circostante
IRumore. Il rumore che emette un aerogeneratore viene causato dall’attrito delle pale con l’aria e dal moltiplicatore dei giri. Il rumore proveniente da un aerogeneratore deve essere inferiore a 45 decibel in prossimità delle abitazioni
Effetti su flora e fauna. Gli unici effetti riscontrati riguardano l’impatto degli uccelli con il rotore delle macchine.
Interferenze sulle telecomunicazioni ed effetti elettromagnetici. L’attività degli aerogeneratori può interferire con l’attività dei radar.
In conclusione i vantaggi degli impianti eolici per la tutela dell’ambiente e il benessere dell’individuo sono qualitativamente superiori agli svantaggi, cui è possibile porre rimedio mediante piccoli accorgimenti, come ad esempio scegliere accuratamente la forma il colore e la misura degli aerogeneratori perché si armonizzino con il paesaggio

I Tetti Verdi

23 Gennaio 2013

Lo Studio Garuglieri per limitare l’impatto ambientale della costruzione suggerisce l’utilizzo del verde su tetti e pareti esterne. In questo modo si contribuisce alla riduzione del fabbisogno energetico dell’edificio e delle emissioni di biossido di carbonio.
Il tetto verde è un concetto di copertura che utilizza della terra alleggerita e dei vegetali, esso contribuisce a ridurre l’effetto di isola termica, che in estate determina una differenza di temperatura tra le zone rurali e le città fino a 6°.
In Germania più del 10% dei tetti è destinato a verde e a Berlino per esempio la città prende a suo carico il 60% delle spese legate ai tetti e all’impianto di trattamento delle acque piovane.
La città di Tokyo pretende che ogni edificio che occupi più di 929 mq di terreno sia coperta di piante per il 20% della sua superficie.
Questa tipologia di tetti migliora la qualità di abitazione e di vita, offrendo un buon isolamento acustico e un’oasi di verde.

Vantaggi ambientali
Riduce l’effetto di isola di calore diminuendo la temperatura della città nella stagione estiva
Permettono una buona protezione solare del tetto, attraverso l’assorbimento dei raggi solari dalla vegetazione e dal terreno
Filtra l’inquinamento e riduce l’anidride carbonica
Filtra l’acqua piovana inquinata
Risultati di ricerche stabiliscono che i tetti-giardino con uno spessore di 15 cm assorbono al 99% circa le onde elettromagnetiche emesse dai ripetitori per i cellulari
Filtra l’aria inquinata per evapotraspirazione del vapore acqueo
Assorbimento dell’acqua piovana alleviando la rete fognaria
Riduce la velocità del vento

Vantaggi economici
Risparmio energetico sul condizionamento estivo (-25%) e sul riscaldamento invernale, dato da un migliore isolamento termico delle coperture
Maggiore durata rispetto i tetti ordinari
Usati anche per fini agricoli
Durata maggiore dell’impermeabilizzazione
Aumento del valore degli immobili

Si distinguono due tipologie di tetti verdi: il tetto verde intensivo o giardino pensile e il tetto verde estensivo.

Tetto verde intensivo
Peso superiore (400-750 kg/mq)
Spessore di almeno 30 cm
Giardino accessibile
Richiede un’adeguata irrigazione e manutenzione

Tetto verde estensivo
Peso inferiore (60-250 kg/mq)
Spessore 5-12 cm
Piante di piccola dimensione che trattengono la terra
Giardino non accessibile
Ridotto grado di manutenzione e sistema d’irrigazione più semplice

I tetti intensivi permettono di accogliere una vegetazione a sviluppo radicale e aereo di tipo orticolo, come le graminacee, tappeti erbosi o arbusti.
Dato il peso il solaio deve essere progettato in funzione del tipo di del tipo di copertura vegetale da realizzare.
Per i tetti estensivi sono idonee le piante Sedum, aventi oltre 600 specie, poiché sono basse, accumulano acqua nei tessuti e sopportano inverni freddi ed estati calde. Le più comuni sono il Cape Bianco e la borraggine bianca. La tecnologia offre anche possibilità di coltivazione in un contesto urbano che si potrebbe sfruttare per aiutare a nutrire le famiglie dei centri urbani, riducendo il trasporto di verdure dalle campagne ai centri urbani. In Canada e negli Stati Uniti si inizia a sperimentare il “rooftop farming” ovvero coltivare frutta e verdura in serra sopra i tetti degli edifici.
Ad esempio il “Lufa farms” a Montreal ha da poco iniziato a vendere l’ortofrutta a Kilometro zero coltivata sui tetti. Il modello “Lufa Farms” prevedere la distribuzione diretta ai consumatori attraverso una cooperativa. Mentre in Italia, in occasione di Paratissima 2010, a Torino nel quartiere San Salvario decine di famiglie hanno collaborato a un progetto bio svolto su un’area di circa 40 mq. Questa è una dimostrazione di cohousing dove tutti collaborano per coltivare ortaggi sul tetto.
Questo tipo di coperture contribuisce in maniera significativa a rivitalizzare l’ecosistema urbano; il tetto verde non ha solo un ruolo estetico, ma svolge importanti funzioni microclimatiche con ricadute economiche quantificabili.

La nuova idea che rinnova l'ufficio: il Coworking...

15 Gennaio 2013

In Italia vi sono molti liberi professionisti, freelance, homeworking che, per la tipologia di lavoro che fanno, hanno esclusivamente bisogno di un computer di una scrivania e di una connessione internet. Spesso questi individui sono costretti a lavorare a casa o rintanarsi in un bar che offre una connessione wifi, poiché affittare un ufficio, ha un prezzo troppo elevato.
È proprio per questa tipologia di lavoratori che nel 2005 nasce il coworking a San Francisco dalla mente di un freelance che voleva unire la struttura e la comunità tipiche dell’ufficio da posto fisso, all’indipendenza e alla flessibilità del lavoro autonomo.

Cosa si intende con il termine coworking?
Il coworking letteralmente è un ufficio condiviso all’interno del quale i liberi professionisti e non solo possono usufruire di una postazione di lavoro anche solo per alcuni giorni, previo pagamento di un compenso all’azienda proprietaria o affittuaria del locale.
I vantaggi che il coworking offre sono molteplici: consente di abbassare i costi di gestione a chi gestisce il locale, i liberi professionisti possono usufruire di un vero e proprio ufficio in cui svolgere la propria attività a cifre molto più basse rispetto ad un normale affitto singolo, è utile per chi viaggia spesso per lavoro e necessita di una postazione per un tempo determinato a un costo contenuto.
Il beneficio più grande del co-working viene dalla parola stessa e dal principio guida da cui esso è nato, ovvero “lavorare in compagnia”, la sinergia, lo scambio di conoscenze, l’interazione che sfocia dal lavorare in un ufficio dove sono presenti più realtà, più professionisti più risorse a cui fare affidamento. In questi uffici gli individui vanno oltre la condivisione di spazi comuni, si generano nuove alleanze, nuovi scambi informativi che generano capitale sociale, ovvero uno stock di risorse di tipo relazionale durature che un attore sociale o gruppo può utilizzare, insieme a altre risorse, per perseguire i propri fini.
Lo Studio Garuglieri ha recentemente trasformato un open space di un cliente in coworking, dove potessero co-esistere più realtà di ogni età e professione per condividere uno spazio dove lavorare a stretto contatto. Lo spazio non è stato diviso in stanze separate da muratura, ma lo studio ha aderito e fatto propria la filosofia di lasciare che idee e risorse viaggiassero in uno luogo senza ostacoli e distacchi. Uniche stanze disgiunte sono quelle riservate a stampanti, scanner, fax e strumenti condivisi e usufruibili da tutti i membri del coworking e una sala riunioni prenotabile dal professionista.
Gli arredi sono stati scelti appositamente per questa tipologia di ufficio, e, grazie ad uno studio accurato dello spazio esistente lo Studio Garuglieri è riuscito a garantire la privacy lavorativa di chi usufruisce della postazione di lavoro, ma al contempo è stato in grado di assicurare la massima espressione del principio assoluto del coworking, ovvero la fruibilità delle risorse e delle conoscenze in uno spazio, allo stesso tempo, libero e indipendente.

Questa idea importata dagli Stati Uniti è una soluzione ideale sia per chi ha un grosso spazio che non riesce ad affittare come ufficio, sia per chi necessita di una postazione lavoro composta esclusivamente da una scrivania e connessione wifi.

Coworking Coworking Coworking

Trasformare il proprio immobile in Bed & Breakfast

15 Gennaio 2013

Nella Sezione V Art. 45 della Legge Regionale 16 Luglio 2007, n. 15 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo”, l’attività del bed & breakfast viene così definita: “E' denominata bed & breakfast l'attività di carattere saltuario svolta da privati che utilizzano parte della loro abitazione di residenza per offrire un servizio a conduzione familiare di alloggio e prima colazione.” Sempre dal testo della legge si apprende che quest’attività “non necessita di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese”, di conseguenza non prevede né l’obbligo di apertura di una partita IVA, né dell’iscrizione alla Camera di Commercio.
Non stupisce che chi possiede un immobile di famiglia di ampia metratura o investe in ville e casali, sia urbani che periferici, opti sempre più spesso per l’apertura o la trasformazione della proprietà in attività bed & breakfast a conduzione familiare. Quest’attività può trasformarsi in una grossa opportunità sia in zone in prossimità di suggestive campagne o splendidi laghi italiani, dove poter soggiornare a stretto contatto con tranquilli paesaggi naturali e in prossimità di zone turistiche.
L’altissima pressione fiscale che incombe oggigiorno porta molte famiglie a trasformare in rendita saltuaria la propria abitazione “in una logica di compartecipazione alle spese di gestione di un immobile, tipicamente di famiglia, troppo grande per essere occupato e gestito da una persona sola.”
(cit. Carlo Alberto Pozzola, Presidente dell’Associazione nazionale Bed & Breakfast Italia).
Il gestore del bed & breakfast ha solamente l’obbligo di fare denuncia di inizio attività presso l’Ufficio turistico del proprio comune di residenza, con la comunicazione dei prezzi che intende applicare alle stanze.
L’idea fondamentale da applicare nella trasformazione e ristrutturazione dell’abitazione è quella di mantenere intatto lo spirito e l’anima del luogo, lasciando che i turisti rivivano la storia della villa o del casale, permettendo ai turisti di rivivere e respirare il passato del posto. Ad esempio ci sono coloro che lasciano all’interno degli spazi comuni oggetti e cimeli di famiglia o appartenenti al luogo di residenza che riescono ad aumentare l’attrattiva della struttura turistica.
Vi invitiamo a contattare lo Studio Garuglieri per qualsiasi informazione in merito a tale trasformazione del proprio immobile.